Covid-19 e fumatori: meno malati ma con esiti più gravi. E’ il ruolo della nicotina “l’ago nel pagliaio” da scovare?
Data di pubblicazione: 14 Agosto 2020
Al momento non ci sono informazioni sufficienti per confermare alcun legame tra tabacco o nicotina nella prevenzione o nel trattamento di Covid-19.
Così rispondeva WHO alla fine di giugno alle frequenti domande sul tema esortando i ricercatori, gli scienziati e i mass-media a essere cauti nell'amplificare affermazioni non comprovate che il tabacco o la nicotina potrebbero ridurre il rischio di Covid-19.
Il titolo di un editoriale - COVID-19 and tobacco - more questions than answers, per il momento solo tra i manoscritti accettati per la pubblicazione, già fa comprendere l’entità del problema.
Per usare la precedente metafora, è da stabilire:
Gli autori puntualizzano comunque che questa associazione non può implicare una relazione vera o causale e il fumo non è raccomandato come prevenzione o trattamento di Covid-19.
Lo studio che ha però focalizzato molto l’attenzione dei mass media è una meta-analisi Current smoking, former smoking, and adverse outcome among hospitalized COVID-19 patients: a systematic review and meta-analysis svolta dai ricercatori dell’Università di Patras, dell’Università dell’Attica Occidentale, dell’Università di Catania e dell’Università di New York.
La meta-analisi ha considerato 30 studi sull’associazione tra fumo e Covid-19. Complessivamente sono stati considerati 11.104 pazienti ricoverati in ospedale, di cui 961 fumatori. Gli autori hanno calcolato la percentuale di pazienti ospedalizzati con Covid-19 che erano al contempo fumatori, tenendo in considerazione i tassi sul fumo tra la popolazione generale.
La meta-analisi ha rilevato una prevalenza inaspettatamente bassa dei fumatori tra i pazienti ospedalizzati con Covid-19. La percentuale di pazienti con l’infezione da Sars COV-2 e fumatori era infatti 3-4 volte inferiore alla prevalenza dei tassi sul fumo prevista (basata sulla popolazione), anche attenendosi rigorosamente a fattori di età e genere. I pochissimi fumatori ricoverati in ospedale hanno però avuto tra il 53 e il 59% di probabilità di avere un esito negativo rispetto ai non fumatori.
Il numero molto basso di fumatori che vengono ricoverati in ospedale per Covid-19 suggerisce che la nicotina farmaceutica potrebbe presentare potenziali effetti benefici contro Covid-19: i risultati dello studio potrebbero essere spiegati, almeno in parte, dal fatto che l’assunzione di nicotina viene interrotta immediatamente dopo che i fumatori entrano in ospedale, privandoli dei potenziali effetti benefici della nicotina.
La probabilità di un più grave decorso della malattia era stato peraltro rilevato anche da un’altra meta-analisi Smoking is Associated with COVID-19 Progression: A Meta-Analysis in cui gli autori suggerivano anche che: i medici e gli operatori sanitari dovrebbero raccogliere dati sul fumo e, dati gli effetti polmonari delle sigarette elettroniche, sull’uso specifico di sigarette elettroniche, come parte delle valutazioni cliniche.
I ricercatori milanesi, autori dello studio, hanno osservato nella loro struttura quello che già altri hanno evidenziato: contrariamente agli altri coronavirus, il Sars-cov-2 sembra colpire con minor frequenza i fumatori. “Recentemente – si legge nello studio– abbiamo pubblicato il caso di 73 pazienti criticamente affetti da Covid-19 ventilati meccanicamente e abbiamo scoperto che il 2% di loro erano fumatori attivi, a fronte del tasso di fumatori attivi in Italia pari al 25%”.
All’8 maggio, su un totale di 130 pazienti ammessi in terapia intensiva, il tasso dei fumatori era fra il 3,79 e il 3,8%.
“Abbiamo poi cercato di determinare – continuano gli autori – lo status di fumatori dei primi 410 pazienti ammessi consecutivamente in ospedale ma non in terapia intensiva e lo abbiamo ottenuto per 274 pazienti. Di questi, sei erano fumatori (2,2%)”. I numeri sono confermati anche da un sondaggio anonimo condotto fra gli operatori sanitari della struttura.
I ricercatori evidenziano ciò che altri hanno ipotizzato, ovvero il possibile ruolo del recettore nicotinico dell’acetilcolina (nAChR) nella fisiopatologia di Covid-19, che può agire come co-recettore del SARS-CoV-2, o può avere un ruolo nella modulazione di ACE2 (angiotensin-converting enzyme).
Il 26 maggio il Centre for Evidence-Based Medicine, riportando i link agli studi di riferimento a quel momento, asseriva nel commento The role of nicotine in COVID-19 infection: è estremamente difficile sintetizzare prove su nicotina e Covid-19 poiché gran parte della letteratura è incoerente.
Di seguito evidenziamo percorsi / meccanismi ipotetici attraverso i quali almeno un articolo ha ipotizzato che la nicotina possa avere un impatto su SARS-CoV-2:
Come sempre: aspettiamo gli sviluppi delle ricerche in corso e forse troveremo l’”ago nel pagliaio”!
immagine: it.freepik.com
Così rispondeva WHO alla fine di giugno alle frequenti domande sul tema esortando i ricercatori, gli scienziati e i mass-media a essere cauti nell'amplificare affermazioni non comprovate che il tabacco o la nicotina potrebbero ridurre il rischio di Covid-19.
L’ago nel pagliaio - Needle in the haystack
Un articolo ha utilizzato l’espressione “needle in the haystack” per evidenziare come le ricerche sui vaccini per Covid-19 siano complicate; un altro per riferirsi ad un sistema di ricerca sulle molecole dei farmaci approvati da FDA per combattere il virus. Indipendentemente dagli articoli e dalla loro importanza, rimane il fatto che l’espressione utilizzata “ago nel pagliaio” è forse la più idonea per descrivere la complessità delle ricerche su Covid-19, qualsiasi sia il fine: epidemiologia, rischi, prevenzione, cura...“L’ago nel pagliaio” è la nicotina?
Nicotine Tobacco Research sta preparando la pubblicazione di un fascicolo in cui verranno inseriti vari studi anche sul ruolo del fumo nell’epidemia di Covid-19.Il titolo di un editoriale - COVID-19 and tobacco - more questions than answers, per il momento solo tra i manoscritti accettati per la pubblicazione, già fa comprendere l’entità del problema.
Per usare la precedente metafora, è da stabilire:
- quanto grande sia il pagliaio (fatto di studi, ricerche, dati…) e
- quanto sia difficile trovare l’ago (cioè ciò che determina la connessione).
Gli autori puntualizzano comunque che questa associazione non può implicare una relazione vera o causale e il fumo non è raccomandato come prevenzione o trattamento di Covid-19.
Lo studio che ha però focalizzato molto l’attenzione dei mass media è una meta-analisi Current smoking, former smoking, and adverse outcome among hospitalized COVID-19 patients: a systematic review and meta-analysis svolta dai ricercatori dell’Università di Patras, dell’Università dell’Attica Occidentale, dell’Università di Catania e dell’Università di New York.
La meta-analisi ha considerato 30 studi sull’associazione tra fumo e Covid-19. Complessivamente sono stati considerati 11.104 pazienti ricoverati in ospedale, di cui 961 fumatori. Gli autori hanno calcolato la percentuale di pazienti ospedalizzati con Covid-19 che erano al contempo fumatori, tenendo in considerazione i tassi sul fumo tra la popolazione generale.
La meta-analisi ha rilevato una prevalenza inaspettatamente bassa dei fumatori tra i pazienti ospedalizzati con Covid-19. La percentuale di pazienti con l’infezione da Sars COV-2 e fumatori era infatti 3-4 volte inferiore alla prevalenza dei tassi sul fumo prevista (basata sulla popolazione), anche attenendosi rigorosamente a fattori di età e genere. I pochissimi fumatori ricoverati in ospedale hanno però avuto tra il 53 e il 59% di probabilità di avere un esito negativo rispetto ai non fumatori.
Il numero molto basso di fumatori che vengono ricoverati in ospedale per Covid-19 suggerisce che la nicotina farmaceutica potrebbe presentare potenziali effetti benefici contro Covid-19: i risultati dello studio potrebbero essere spiegati, almeno in parte, dal fatto che l’assunzione di nicotina viene interrotta immediatamente dopo che i fumatori entrano in ospedale, privandoli dei potenziali effetti benefici della nicotina.
La probabilità di un più grave decorso della malattia era stato peraltro rilevato anche da un’altra meta-analisi Smoking is Associated with COVID-19 Progression: A Meta-Analysis in cui gli autori suggerivano anche che: i medici e gli operatori sanitari dovrebbero raccogliere dati sul fumo e, dati gli effetti polmonari delle sigarette elettroniche, sull’uso specifico di sigarette elettroniche, come parte delle valutazioni cliniche.
Fumo e coronavirus: i possibili meccanismi
Uno studio Recent exposure to smoking and COVID-19, inserito in PubMed e consultabile da researchgate.net, ma non ancora inspiegabilmente online nel sito della rivista in cui sarà pubblicato, propone anche una ipotesi del ruolo della nicotina.I ricercatori milanesi, autori dello studio, hanno osservato nella loro struttura quello che già altri hanno evidenziato: contrariamente agli altri coronavirus, il Sars-cov-2 sembra colpire con minor frequenza i fumatori. “Recentemente – si legge nello studio– abbiamo pubblicato il caso di 73 pazienti criticamente affetti da Covid-19 ventilati meccanicamente e abbiamo scoperto che il 2% di loro erano fumatori attivi, a fronte del tasso di fumatori attivi in Italia pari al 25%”.
All’8 maggio, su un totale di 130 pazienti ammessi in terapia intensiva, il tasso dei fumatori era fra il 3,79 e il 3,8%.
“Abbiamo poi cercato di determinare – continuano gli autori – lo status di fumatori dei primi 410 pazienti ammessi consecutivamente in ospedale ma non in terapia intensiva e lo abbiamo ottenuto per 274 pazienti. Di questi, sei erano fumatori (2,2%)”. I numeri sono confermati anche da un sondaggio anonimo condotto fra gli operatori sanitari della struttura.
I ricercatori evidenziano ciò che altri hanno ipotizzato, ovvero il possibile ruolo del recettore nicotinico dell’acetilcolina (nAChR) nella fisiopatologia di Covid-19, che può agire come co-recettore del SARS-CoV-2, o può avere un ruolo nella modulazione di ACE2 (angiotensin-converting enzyme).
Il 26 maggio il Centre for Evidence-Based Medicine, riportando i link agli studi di riferimento a quel momento, asseriva nel commento The role of nicotine in COVID-19 infection: è estremamente difficile sintetizzare prove su nicotina e Covid-19 poiché gran parte della letteratura è incoerente.
Nicotina e Covid-19: ipotesi di correlazione in letteratura
Di seguito evidenziamo percorsi / meccanismi ipotetici attraverso i quali almeno un articolo ha ipotizzato che la nicotina possa avere un impatto su SARS-CoV-2:- Il fumo di tabacco, attuale e passato, è associato a cambiamenti nell'espressione del recettore ACE2
- La nicotina regola l'asse del recettore ACE/Ang-II/Ang-II type 1 e crea uno squilibrio fra ACE /Ang-II/ AT1 e ACE2/ Ang 1-7 / recettore Mas (COVID-19 and Smoking. Is Nicotine the Hidden Link?; Renin-angiotensin system at the heart of COVID-19 pandemic)
- La nicotina può legarsi con il recettore ACE2, in particolare nelle persone con Covid-19, e quindi potrebbe interferire con ulteriori legami SARS-CoV-2-ACE2
- La nicotina e il fumo di sigaretta riducono i livelli di ACE2 in più organi (Beyond Smoking Cessation: Investigating Medicinal Nicotine to Prevent and Treat COVID-19)
- Le tempeste di citochine potrebbero essere prevenute o represse dalla nicotina (Nicotine and SARS-CoV-2: COVID-19 may be a disease of the nicotinic cholinergic system) attraverso il suo impatto sul sistema antinfiammatorio colinergico; la nicotina può inibire l'iperinfiammazione e la reattività piastrinica
- I cattivi esiti nei fumatori affetti da Covid-19 potrebbero essere guidati dall'astinenza da nicotina (What is the possible role of Nicotine in acute respiratory failure caused by COVID-19 Infection?) in caso di malattia acuta, pertanto i cerotti alla nicotina dovrebbero essere urgentemente considerati e discussi (NICE guidance on smoking cessation in hospitals could have a major impact on cutting smoking rates)
Come sempre: aspettiamo gli sviluppi delle ricerche in corso e forse troveremo l’”ago nel pagliaio”!
Per saperne di più:
| COVID-19 and tobacco - more questions than answers Edwards R, Munafò M. Nicotine Tob Res. 2020 Jul 15. pii: ntaa132. doi: 10.1093/ntr/ntaa132. [Epub ahead of print] No abstract available. |
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| Smoking Prevalence and COVID-19 in Europe Tsigaris P, Teixeira da Silva JA. Nicotine Tob Res. 2020 Jul 1. pii: ntaa121. doi: 10.1093/ntr/ntaa121. [Epub ahead of print] |
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| Current smoking, former smoking, and adverse outcome among hospitalized COVID-19 patients: a systematic review and meta-analysis Farsalinos K, Barbouni A, Poulas K, Polosa R, Caponnetto P, Niaura R. Ther Adv Chronic Dis. 2020 Jun 25;11:2040622320935765. doi: 10.1177/2040622320935765. eCollection 2020. Review. |
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| Smoking is Associated with COVID-19 Progression: A Meta-Analysis Patanavanich R, Glantz SA. Nicotine Tob Res. 2020 May 13. pii: ntaa082. doi: 10.1093/ntr/ntaa082. [Epub ahead of print] No abstract available. |
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| Recent exposure to smoking and COVID-19 Landoni G, Moro M, Belletti A, Rovere-Querini P, Veronesi G, Ruggeri A, Lembo R, Dalessandro G, Galbiati C, Serpa Neto A, Zangrillo A. Crit Care Resusc. 2020 Jul 10. [Epub ahead of print] No abstract available. |
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| CEBM Centre for Evidence-Based Medicine. The role of nicotine in COVID-19 infection. May 26, 2020 |
immagine: it.freepik.com