COVID-19 in gravidanza ed effetti sullo sviluppo neurologico dei bambini
Data di pubblicazione: 17 Giugno 2022
Uno studio uscito su JAMA Network Open ha valutato se l'esposizione in utero a SARS-CoV-2 sia associata al rischio di disturbi dello sviluppo neurologico nei primi 12 mesi dopo la nascita.
Lo studio di coorte retrospettivo ha esaminato i figli di tutte le donne che hanno partorito tra marzo e settembre 2020 in uno qualsiasi dei 6 ospedali del Massachusetts in 2 sistemi sanitari.
L'analisi statistica è stata eseguita da ottobre a dicembre 2021. L’infezione materna da SARS-CoV-2 era stata confermata da un test di reazione a catena della polimerasi (PCR) durante la gravidanza.
Dal fascicolo sanitario elettronico sono stati desunti:
La prole era per il 9,9% asiatica (772), l'8,4% nera (656) e il 69,0% bianca (5363) e per il 15,1% (1134) di etnia ispanica.
Il parto pretermine era più probabile tra le madri esposte: 14,4% (32) vs 8,7% (654) (P = .003).
La positività materna a SARS-CoV-2 durante la gravidanza è stata associata a un maggiore tasso di diagnosi dello sviluppo neurologico nei modelli non aggiustati (odds ratio [OR], 2,17 [IC 95%, 1,24-3,79]; P = .006), così come in quelli aggiustati per la razza, etnia, stato assicurativo, sesso della prole, età materna e stato pretermine (OR aggiustato, 1,86 [IC 95%, 1,03-3,36]; P = 0,04).
L'infezione del terzo trimestre è stata associata a effetti di entità maggiore (OR aggiustato, 2,34 [IC 95%, 1,23-4,44]; P = 0,01).
Questo studio di coorte sull'esposizione a SARS-CoV-2 in utero, ha trovato evidenze preliminari che la malattia della madre può essere associata a sequele dello sviluppo neurologico in alcuni discendenti.
Saranno necessari studi prospettici con una durata di follow-up più lunga per escludere il confondimento e confermare queste associazioni.
Vi si legge tra l’altro che, in definitiva, non sorprende che la pandemia e l'esposizione in utero all'infezione materna da SARS-CoV-2 possa influire negativamente sugli esiti dello sviluppo neurologico nei bambini piccoli.
Come studio di coorte retrospettivo, lo studio di Edlow e colleghi può però solo dimostrare associazioni e la causalità non può essere determinata.
Questo tipo di studio ha lo scopo di originare ipotesi e tale obiettivo è stato raggiunto poiché questi risultati preliminari generano numerose ulteriori domande di ricerca da esplorare:
Lo studio di coorte retrospettivo ha esaminato i figli di tutte le donne che hanno partorito tra marzo e settembre 2020 in uno qualsiasi dei 6 ospedali del Massachusetts in 2 sistemi sanitari.
L'analisi statistica è stata eseguita da ottobre a dicembre 2021. L’infezione materna da SARS-CoV-2 era stata confermata da un test di reazione a catena della polimerasi (PCR) durante la gravidanza.
Dal fascicolo sanitario elettronico sono stati desunti:
- i disturbi del neurosviluppo nei primi 12 mesi di vita, determinati dai codici diagnostici della Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi di salute correlati, Decima revisione (ICD-10)
- le caratteristiche sociodemografiche e cliniche della madre e della prole.
La prole era per il 9,9% asiatica (772), l'8,4% nera (656) e il 69,0% bianca (5363) e per il 15,1% (1134) di etnia ispanica.
Il parto pretermine era più probabile tra le madri esposte: 14,4% (32) vs 8,7% (654) (P = .003).
La positività materna a SARS-CoV-2 durante la gravidanza è stata associata a un maggiore tasso di diagnosi dello sviluppo neurologico nei modelli non aggiustati (odds ratio [OR], 2,17 [IC 95%, 1,24-3,79]; P = .006), così come in quelli aggiustati per la razza, etnia, stato assicurativo, sesso della prole, età materna e stato pretermine (OR aggiustato, 1,86 [IC 95%, 1,03-3,36]; P = 0,04).
L'infezione del terzo trimestre è stata associata a effetti di entità maggiore (OR aggiustato, 2,34 [IC 95%, 1,23-4,44]; P = 0,01).
Questo studio di coorte sull'esposizione a SARS-CoV-2 in utero, ha trovato evidenze preliminari che la malattia della madre può essere associata a sequele dello sviluppo neurologico in alcuni discendenti.
Saranno necessari studi prospettici con una durata di follow-up più lunga per escludere il confondimento e confermare queste associazioni.
COVID in gravidanza: molti i quesiti aperti
Un editoriale collegato allo studio, porta a ulteriori riflessioni e domande.Vi si legge tra l’altro che, in definitiva, non sorprende che la pandemia e l'esposizione in utero all'infezione materna da SARS-CoV-2 possa influire negativamente sugli esiti dello sviluppo neurologico nei bambini piccoli.
Come studio di coorte retrospettivo, lo studio di Edlow e colleghi può però solo dimostrare associazioni e la causalità non può essere determinata.
Questo tipo di studio ha lo scopo di originare ipotesi e tale obiettivo è stato raggiunto poiché questi risultati preliminari generano numerose ulteriori domande di ricerca da esplorare:
- Ci sono predisposizioni genetiche a esiti avversi?
- Osserveremo effetti differenti a seconda delle varianti di SARS-CoV-2, per gravità dell'infezione e per trimestre d’infezione?
- Sono il virus stesso o tutti i cambiamenti sociali avvenuti durante questo periodo gli indagati, comprese le differenze nel modo in cui tali cambiamenti sono stati vissuti tra coloro con e senza SARS-CoV-2?
- Come interveniamo per aiutare a mitigare gli effetti negativi della pandemia sui bambini piccoli?
Per saperne di più:
| Neurodevelopmental Outcomes at 1 Year in Infants of Mothers Who Tested Positive for SARS-CoV-2 During Pregnancy. Edlow AG, Castro VM, Shook LL, Kaimal AJ, Perlis RH. JAMA Netw Open. 2022 Jun 1;5(6):e2215787. doi: 10.1001/jamanetworkopen.2022.15787. PMID: 35679048. |
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| Is It Exposure to the Pandemic or to Maternal SARS-CoV-2 Infection That Is Adversely Affecting Early Childhood Neurodevelopment? Metz TD. JAMA Netw Open. 2022 Jun 1;5(6):e2215793. doi: 10.1001/jamanetworkopen.2022.15793. PMID: 35679051. |
Per approfondire:
| leggi la nostra news Nascere durante la pandemia è associato a lievi ritardi nello sviluppo a 6 mesi: i risultati di un piccolo studio (11 gennaio 2022) |
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| consulta la sezione di NBST dedicata a Covid-19 in neonati, bambini e ragazzi: il punto su salute fisica e benessere psicologico |
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